L'alleanza con le FARC e l'ETA

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Chavez

Eta e Farc pianificavano attentati in Spagna. Con la complicità di Hugo Chavez. Qualcuno se ne era accorto? L’indagine parte da molto lontano, il suo primo atto risale a poco più di due anni fa.

Il 27 febbraio 2008 il presidente venezuelano Hugo Chavez telefonò a Raul Reyes, il numero due (nonché la mente ideologica) delle Farc, l’esercito comunista clandestino che combatte da decenni la guerriglia contro il governo della Colombia. Fu la prima prova che c’era un contatto diretto tra il presidente/dittatore venezuelano e il movimento marxista, inserito nella lista nera delle organizzazioni terroriste, sia negli Usa che in Ue e responsabile di gran parte del narcotraffico nell’America caraibica. La telefonata ebbe anche un effetto collaterale molto negativo per le Farc: permise di individuare il rifugio di Raul Reyes, a quasi due chilometri dalla frontiera colombiana, in territorio dell’Ecuador, Paese governato da Rafael Correa, anch’egli molto vicino alla causa marxista.

L’1 marzo le forze speciali e la polizia colombiana, passando il confine, attaccarono la base di Reyes e uccisero il leader guerrigliero dopo un breve ma accanito combattimento. Fra gli oggetti che trovarono nel suo rifugio, c’erano anche due computer portatili.

Un Chavez abbastanza imbarazzato, nei giorni successivi, commentava: “Ora la loro (dei colombiani, ndr) arma segreta è un computer, il presunto Pc di Raul Reyes. Questo computer è come un servizio à la carte: vuoi una bistecca? O del pesce fresco? Come vuoi che venga preparato? Da quel computer puoi trovare tutto ciò che decidono gli imperialisti”. L’ironia di Chavez era motivata da un fatto molto semplice: i file trovati nel portatile di Reyes lo nominano come contatto, come fornitore di armi e persino complice nel narcotraffico. Motivo per cui, nel settembre 2008, il Ministero del Tesoro degli Usa ha inserito nella sua blacklist tre alti funzionari venezuelani. Gli hard disk dei computer di Reyes contengono tantissimi altri dati preziosi quali contatti all’estero, trasferimenti di denaro, traffico di droga e alleanze delle Farc.

Da lì è partita l’indagine condotta in Spagna: le Farc e l’Eta (il movimento separatista basco) pianificavano assieme attentati in Europa. E le due organizzazioni terroristiche erano sponsorizzate dal Venezuela di Hugo Chavez. La mano del presidente/dittatore latino-americano, dunque, si allungherebbe fino al Vecchio Continente attraverso una serie di complicità clandestine. E’ quanto si legge nell’atto di accusa di Eloy Velasco, magistrato spagnolo che sta processando sei membri dell’Eta e sette delle Farc. Vi sarebbero le prove che: “...dimostrano la cooperazione governativa del Venezuela nella collaborazione illecita” fra i due gruppi terroristi. Un’alleanza, radicata nella comune ideologia marxista-leninista, che sarebbe stata siglata nel 1993 e che avrebbe come persona di riferimento un membro dell’Eta, Arturo Cubillas Fontan, residente in Venezuela e collaboratore del governo Chavez. Fontan avrebbe “coordinato le relazioni fra Eta e Farc e permesso ai membri della prima di partecipare a corsi per l’uso di esplosivo e per l’addestramento alla guerriglia urbana. Due membri delle Farc sono accusati di cospirazione per aver pianificato un attentato contro l’ex presidente colombiano Andres Pastrana e uno contro l’ambasciata della Colombia in Spagna. In seguito, la loro lista degli obiettivi si sarebbe aggiornata e allungata, includendo anche l’attuale presidente Alvaro Uribe.

Hugo Chavez, comprensibilmente, nega ogni contatto e ha promesso alla Spagna di aprire un’inchiesta sulla vicenda.

Ma sarebbe comunque interessante vedere quante altre piste si possono aprire dal computer di Raul Reyes. Perché la Spagna non è l’unico Paese coinvolto dalla guerriglia e dal terrorismo delle Farc. C’è anche l’Italia.

I file di Reyes infatti dimostrano l’esistenza di una rete di appoggio italiana alla guerriglia delle Farc. In parte è legale e alla luce del sole, come l’associazione Nuova Colombia, che tuttora organizza incontri, cene di solidarietà e proiezione di documentari. L’associazione italiana filo-Farc espone tutte le sue attività nel suo sito Internet www.nuovacolombia.net. Dove dà anche notizie sulla guerriglia in Colombia. In parte, però, la rete delle Farc è sotterranea e assume forme più inquietanti. Nei file di Reyes si parla di due contatti principali, nome in codice “Ramon” e “Consolo”. E poi c’è il commercio clandestino con Camorra e ‘Ndrangheta: droga in cambio di armi. Questo filone di inchiesta, però, non fa più notizia dal 2008. Non stupiamoci se, prima o poi, emergerà l’esistenza di una rete terroristica delle Farc anche qui in Italia, sponsorizzata dal tanto ammirato (per lo meno dal pubblico della Mostra del Cinema di Venezia) Hugo Chavez.

CommentiCommenti 8

mj23 (non verificato) said:

Cari amici, capisco che Chavez vi stia sul gozzo perchè è un "lurido" comunista, ma la verità è che gli attentatori di Madrid erano dei soggetti al soldo della CIA, che negli anni Novanta hanno combattuto contro i serbi in Bosnia e in Kosovo tra le fila dei musulmani bosniaci e albanesi, con l'intento ben preciso, stabilito a Washington, di abbattere l'altro "mostro comunista" chiamato Slobo. Qualcuno (di voi) se n'era accorto? Saluti.

Anonimo (non verificato) said:

Il vero terrorismo è quello sionista e statunitense. Anche gli attentati di Madrid sui treni furono opera dei servizi segreti americani...
APRITE GLI OCCHI: TERRORISMO = ISTITUZIONI

Anonimo (non verificato) said:

Le FARC comuniste? Ma che cavolo dite,quelli sono narcotraficanti ormai, forse all'inizio erano di sinistra o qualcosa del genere ma non sono affatto comuniste! Ve lo dice un immigrante colombiano e vero comunista.
Gli attentatori di Madrid, Stati Uniti non sono stati ETA, FARC o Alqaeda, sono stati gli agenti della CIA.

Che cavolo di giornalisti siete?
Persino un demente si sarebbe accorto che è stata una bella scusa per invadire i paesi che stranamente hanno tantissimo petrolio...

Anonimo (non verificato) said:

smettela di fumare roba pesante ..vi fa male

Renzo (non verificato) said:

L'autore dell'articolo saprà che Raul Reyes, quache anno fa, fu ricevuto in pompa magna dall'attuale Ministro della Difesa Spagnolo,in Spagna! Prorio questo ministro adesso sta sparando a zero contro Chavez. Ma Raul Reyes non è mai andato in Venezuela! Sull'operazione Colombiana in territorio Equadoregno, l'autore dice le cose che avvalorano la sua tesi, ma dovrebbe informarsi meglio. Ho seguito quella vicenda, ho ascoltato la triste istoria (con conseguente figura di ...da) del titolare dell'Interpol, che avrebbe dovuto presentarisi alla conferenza avvolto nella bandiera a stelle e strisce, in nome della sua neutralità.
Tutti in Sudamerica sanno che Uribe e il suo governo e dintorni si sono enormemete arricchiti con i dollari del Dipartimento di Stato, e tutti sanno che la FARC fa comodo, per giustificare le elargizioni del biglietto verde. Per questa ragione in Colombia la guerriglia continuerà all'infinito, come ottimo motivo, assieme alla droga, ovviamente.
Gli USA spendono miliardi di dollari in Colombia, e da quando c'è Chavez, hanno aumentato i rifornimenti dei portafogli dei politici perchè questi diano una mano a liquidare lo scomomodo personaggio.
A proposito di ETA, l'autore è al corrente che i dissidenti Baschi si installarono in Venezuela ai tempi di Carlos Andres Perez, in un interscambio di favori tra quel corrotto e i governanti Spagnoli. Tra questi accordi ci fu anche la cessione di VIASA alla compagnia di bandiera Spagnola!
Questa gente (ETA) vive in Venezuela da vent'anni e adesso vorrebbero far credere che è Chavez a proteggerli! Io mi chedo: questa è informazione?
O è qualcosa che con la deontologia professionale dei giornalisti non ha niente a che fare?
E dato che è stata usata questa immagine, segnalo che è la stessa che appare su un libro edito da Bonanno, con un sottostane conenuto, naturalmente, di tutt'alto tono.

Associazione na... (non verificato) said:

Sig. Stefano Magni, leggendo il Suo articoletto coloro, che come noi, si occupano quotidianamente di Colombia e America Latina, si faranno certamente quattro risate nel constatare che la Storia può per l’ennesima volta venire plasmata a piacimento e a seconda degli interessi dei professionisti della dis-informazione.
“…il presidente/dittatore…”: ma conosce minimamente come si svolgono i processi elettorali in Venezuela? Direi di no. “…le FARC responsabili del narcotraffico nell’America caraibica…”? Evidentemente “ignora” che la DIA statunitense negli anni ’90 indicava l’attuale presidente Alvaro Uribe Velez al n°82 in una lista dei 104 più pericolosi narcotrafficanti, amico personale di Pablo Escobar e del cartello di Medellin. Non mi dilungherò nemmeno a spiegargli che per fare la cocaina si necessitano circa 17 elementi chimici, questi si prodotti nel Nord America, e che l’insorgenza colombiana con il narcotraffico non ha niente a che vedere; si vada a leggere le dichiarazioni del cardinal Darío Castrillón (non certo tacciabile di simpatie marxiste) e le inchieste aperte dalla Magistratura di Reggio Calabria in merito ai rapporti tra 'Ndrangheta e gruppi paramilitari a tal proposito.
Quando asserisce che le truppe colombiane, passando il confine (sic), ingaggiarono “…un breve ma cruento combattimento…”, non sa nemmeno di cosa sta parlando. In primis fu un massacro compiuto violando la sovranità nazionale di un altro Stato in piena violazione al Diritto Internazionale, e non un semplice “sconfinamento” , e poi le bombe “GBU 12 Paweway II”, impiegate nell’attacco, non potevano essere sganciate dell’Aviazione colombiana in quanto non possiede aereonavi adibite a questi ordigni di guerra. Operazione eseguita con il supporto militare a stelle e strisce. Come ampliamente documentato non ci fu nessun combattimento; i guerriglieri e gli stranieri che si trovavano li per motivi accademici furono sorpresi nel sonno e massacrati. In seguito truppe speciali dell’Esercito colombiano, incursionate con elicotteri da guerra, ultimarono la mattanza sparando a distanza ravvicinata e alla schiena ai superstiti e feriti assassinandoli. Solo tre persone si salvarono.
Bombe che hanno lasciato crateri alti 1,80 Mt e larghi 2,40Mt, distruggendo tutto l’intorno, “miracolosamente” hanno risparmiato questi fantomatici computer.
E qui si aprono le danze; le informazioni “raccolte” dai pc vengono in un primo momento adoperate per attaccare il Presidente Chavez e il governo venezuelano, poi per dare contro all’Equador e al Presidente Correa e utilizzati ad hoc per tentare di colpire quelle voci scomode che continuano a denunciare i crimini perpetrati dal terrorismo di Stato in Colombia e che si adoperano per cercare di trovare una soluzione politica e pacifica al conflitto in corso. Poi la ciliegina sulla torta: le FARC starebbero cercando dell’Uranio per fabbricare una bomba! Che a Lei risulti, stanno lavorando anche per la costruzione di uno scudo spaziale?
Ma torniamo ai file che “dimostrano” l’esistenza di una rete di appoggio in Italia. Quelle “forme inquietanti e sotterranee” a cui Lei si riferisce; alias “Ramon e Consolo”: glielo svelo io il mistero! Ramon Mantovani e Marco Consolo; due dirigenti di rifondazione Comunista che, sempre alla luce del sole ed avvisando le Istituzioni nostrane, si sono incontrati con gli alti vertici delle FARC durante lo scorso processo di Pace e nella stessa Roma in presenza persino dell’allora ambasciatore colombiano in Italia. Sempre per cercare di dare un contributo concreto alla Pace in Colombia. A quel processo parteciparono diverse personalità internazionali compresa la Regina di Giordania. (anche lei complice dell’alleanza marxista –leninista?)
Le assicuro che una rete terroristica in Italia esiste eccome, ed è composta dalla diplomazia paramilitare colombiana; da quella dell’ex console a Milano Jorge Noguera (ex Direttore del DAS) le cui credenziali diplomatiche furono rifiutate dal Canada prima di trovare presso il nostro Paese un porto sicuro. Ora è agli arresti per collusione con il paramilitarismo. Sabas Pretelt de La Vega; ambasciatore a Roma e ideatore della istrionica legge “Justicia y Paz”, che di fatto concede l’impunità per quei crimini efferati e per quei massacri compiuti dalle squadre della morte. È stato colui che attraverso la corruzione di senatori/trici e promesse di non estradizione negli USA ai capi paramilitari, ha dato un mano ad Uribe per essere rieletto in maniera fraudolente nel 2006.
Capisco che questo filone d’inchiesta non fa più notizia dal 2008 e che Vi troviate sempre alla ricerca di nuovi scoop per asservire meglio i Vostri padroni, ma Le consiglio vivamente di documentarsi un minimo in materia; eviterà di fare la figura di quei pennivendoli ed imbrattacarte che tanto abbondano nel nostro Paese.

Saluti Bolivariani

Andrea Santoro

Associazione nazionale Nuova Colombia