Enduring Freedom

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I moderni conflitti asimmetrici vedono la coesistenza, nel medesimo teatro in fasi temporali successive o, sempre più spesso, addirittura in contemporanea, di operazioni prettamente militari, misure di ricostruzione e sostegno e tentativi di pacificazione e appoggio alle istituzioni civili locali.
Per affrontare queste sfide risulta fondamentale un approccio complesso, basato sulle cosiddette Effect Based Operations (EBO), termine con il quale si intende l’applicazione sinergica, contemporanea e cumulativa di tutte le capacità disponibili, sia militari che civili, a livello tattico, operativo e strategico, al fine di conseguire il risultato desiderato.

In tutte le fasi di un approccio globale e complesso basato sulle EBO risulta essenziale far conoscere correttamente i fini, i limiti e le opportunità del nostro impegno militare complessivo, per cercare di conquistare, se non proprio i cuori e le menti come suggerisce la ben nota espressione anglosassone, almeno un appoggio quanto più possibile fattivo da parte della popolazione civile. Questo è il ruolo delle operazioni psicologiche, che il nostro Paese preferisce chiamare pudicamente comunicazioni operative. “Il massimo dell’abilità consiste nel piegare la resistenza del nemico senza combattere”.

l nostro interlocutore cita “L’arte della guerra” di Sun Tzu per spiegarci i compiti del proprio reparto nel difficile teatro afghano: “la comunicazione operativa si prefigge lo scopo di far conoscere, in maniera adeguata e credibile, il fine dell’impegno militare italiano e alleato in Afghanistan, modificando positivamente la percezione di tale impegno presso la popolazione locale, grazie alla capacità di accentrare, controllare e gestire le informazioni”.

Siamo ad Herat e chi ci parla è il maggiore Rocchetti, responsabile della Task Force Psy Ops del nostro contingente, una piccola struttura composta da una ventina di uomini e donne posta alle dirette dipendenze del Comandante del Regional Command West. La sua missione consiste nel  fornire la propria consulenza specialistica su materie, direttive o restrizioni che potrebbero compromettere il senso e l’immagine della nostra presenza in teatro presso la popolazione locale, o determinati strati di questa. Lo scopo è poter influenzare le percezioni, le suggestioni ed il comune sentire dei civili attraverso l’analisi dell’impatto psicologico delle operazioni ed orientare tali sentimenti a favore del nostro operato.  In teatro le operazioni psicologiche concorrono, in sinergia con la cellula Public Affair Office (PAO) e la direzione delle Strategic communication (STRATCOM), allo sviluppo e condotta delle campagne comunicative.

Si interfacciano costantemente con la cellula Information Operations, al fine di enfatizzare sui media locali e presso la popolazione i progetti ed i programmi della funzione operativa CIMIC  o del J-9 sulla cooperazione civile-militare. Strettissima è infine la collaborazione con i vari PRT del RC-West, sia quello italiano di Herat che gli altri di pertinenza alleata, al fine di meglio illustrare i progetti di cooperazione e di aiuto alla ricostruzione ed allo sviluppo. In questo contesto le comunicazioni operative debbono fornire e gestire le notizie in termini coerenti con le necessità delle operazioni e con le finalità del nostro impegno militare, contribuendo a creare un clima generale favorevole al buon esito della missione.

Per raggiungere tali obiettivi è però essenziale che il messaggi trasmessi risultino e vengano recepiti come veritieri e credibili, destinati a fornire interpretazioni plausibili di fatti  concreti e verificabili: nulla di più lontano dalla più vuota propaganda. Infine gli assetti PSYOPS in teatro, pur non svolgendo compiti propriamente di Human Intelligence o informativi, possono disporre nello svolgimento delle proprie funzioni di un osservatorio privilegiato sugli umori e gli orientamenti prevalenti della popolazione. Le informazioni raccolte, oggetto di contatti diretti, mediazioni culturali e registrazioni video anche occulte, sono ovviamente condivise con le cellule e gli organismi reputati alle funzioni di intelligence. Questi compiti fuori dal comune sono affidati al 28° Reggimento Comunicazioni Operative “Pavia”, una assetto specialistico pregiato del nostro esercito di recentissima costituzione basato a Pesaro.

 E’ solo nell’aprile del 2003 infatti che il reggimento inizia la riconfigurazione per assolvere i nuovi compiti: assicurare e sviluppare nella Forza Armata un’adeguata capacità di gestire le operazioni psicologiche e le comunicazioni operative nell’era dell’Information Warfare, sulla falsariga di quanto realizzato nei principali eserciti della NATO, primi fra tutti gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la Germania. Bisognava riprendere, potenziare ed adeguare professionalità un tempo presenti, almeno allo stato embrionale, nell’ambito del comando FTASE di Verona, ma ormai disperse dopo le profonde trasformazioni degli scenari internazioni succedute alla fine del confronto bipolare.

Dal febbraio 2004 il personale prescelto ed accuratamente selezionato inizia a confluire a Pesaro e vengono avviati corsi e seminari di formazione impegnativi e complessi, in Patria e all’estero, avvalendosi inizialmente dell’assistenza tecnica di Paesi alleati. Dopo solo 14 mesi il reggimento raggiunge la certificazione operativa intermedia NATO, potendo distaccare sul campo i primi assetti nell’ambito della Missione Antica Babilonia in Iraq (dove peraltro un nucleo iniziale agiva a titolo  sperimentale già dal febbraio 2004), evidenziando subito le potenzialità elevatissime insite nella comunicazione impiegata per scopi militari, a livello strategico, operativo e tattico.

Il reggimento oggi
Il 28° Rgt Pavia ha raggiunto oggi la piena maturità tecnica ed operativa. In Patria è strutturato in modo tradizionale, con un comando, una compagnia supporto logistico ed un battaglione operativo (esiste il progetto, al momento congelato, di crearne un secondo). Le similitudini con un reparto convenzionale però si fermano qui. Nell’ambito del comando reggimentale sono infatti presenti due pedine specifiche e particolari. La prima è la Sezione Corsi, inserita nell’Ufficio OAI (Operazioni Addestramento Informazioni). Il “Pavia” è infatti sia unità di impiego che addestrativa, provvedendo direttamente alla formazione del proprio personale.

A tale scopo, a seconda del ruolo e dell’incarico, vengono regolarmente seguiti percorsi formativi di livello universitario sulla comunicazione di massa ed i nuovi mezzi di trasmissione delle informazioni – internet e web – gestiti con l’assistenza delle Facoltà di Scienza della Comunicazione delle Università di Urbino e di Udine, e corsi tecnico specialistici on job nei settori televisivo, radiofonico e giornalistico, condotti in collaborazione con varie emittenti locali, tipografie industriali e laboratori grafici, come la TV Centro Marche di Jesi, il network RTL 105, la Tipografia San Zeno e molte altre istituzioni.

Gran parte del personale del reggimento frequenta corsi su Tecniche di comunicazione, Psicologia della persuasione, Operatore PSYOPS, Cultura e lingua araba, Tecniche di rilevazione dei dati nella ricerca sociale, Meteorologia, Training on job Cameraman, Comunicazione per l’immagine, Training on job legatore, Stampa e grafica off-set, Web publishing, Progettazione grafica, Lettura e tecniche di narrazione con dizione radiofonica, Speaker radiofonico, Training on job audio-video, Video editing, Animazione 3D, Comunicazione per l’immagine, Tecnico radiofonico, Training on job fotocompositore, Training on job tipografo, Management radiofonico, Comunicazione e modelli di marketing.

A questo si aggiunge, per gli aspetti più marcatamente militari, la stretta collaborazione con forze alleate che già dispongono di esperienze consolidate nel settore delle operazioni psicologiche, come il Civil Affairs/Psychological Operations Command statunitense, che assicura corsi e seminari tenuti  a Fort Bragg o a domicilio da istruttori molto qualificati, o la Scuola di Intelligence britannica. Il reggimento assicura inoltre la formazione anche in ambito interforze, annoverando nei propri ranghi  alcuni elementi dell’Aeronautica, aggregati per periodi di tre anni. Per accrescere ulteriormente il bagaglio delle professionalità e delle conoscenze disponibili vengono anche impiegati ufficiali della riserva selezionata in possesso di specifici profili professionali. Sono linguisti, esperti di diritto internazionale, antropologi, psicologi, ed altro ancora. Il loro apporto al funzionamento complessivo del reggimento ed alla realizzazione degli obiettivi prefissati non è certamente inferiore a quello garantito dal personale effettivo.

Attualmente, ad esempio, è presente in Afghanistan un ufficiale analista che nella vita civile è docente di antropologia del diritto presso l’università di Palermo. Il suo compito, delicato e decisivo, consiste nella verifica dell’impatto socio-culturale dei nostri messaggi sulla popolazione locale, assicurandone la traduzione culturale, poiché in ogni distretto della nostra area di responsabilità sono presenti etnie diverse, portatrici di valori talvolta differenti. Il livello professionale raggiunto consente ormai al personale italiano delle comunicazioni operative di interagire attivamente nell’ambito della cooperazione internazionale con i Paesi amici.

A tal fine alcuni elementi qualificati vengono inviati presso enti e comando alleati all’estero, come lo SHAPE o la NATO School di Oberammergau. L’elevata valenza operativa attribuita al 28° Pavia ed i rilevanti oneri economici sopportati dalla Forza Armata per lo svolgimento di questa formazione articolata e complessa fanno sì che il personale in possesso di queste specializzazioni, brevetti o abilitazioni pregiate sia vincolato alla permanenza nel reparto per un periodo di 10 anni dal loro conseguimento.  L’altra pedina peculiare presente nel comando del 28° Pavia è il Centro Sviluppo Operazioni Psicologiche, un organismo incaricato di supportare dalla sede di Pesaro i nuclei reggimentali presenti nei vari teatri operativi, fornendo loro la massima assistenza ed ogni possibile aiuto nella pianificazione, nell’aggiornamento informativo, nel sostegno informatico e nella fornitura tempestiva di ogni contributo specialistico necessario.

In tal modo è possibile da un lato ottimizzare l’azione delle task force inviate in operazioni, mantenendole costantemente aggiornate ed adeguate alla minaccia, dall’altro si riesce a limitarne la consistenza numerica, a tutto vantaggio delle turnazioni del personale in teatro e con significativi risparmi economici. Il battaglione operativo comprende tre compagnie, tutte specializzate. La prima è incaricata della disseminazione del prodotto informativo in teatro, interagendo direttamente con la popolazione locale mediante la distribuzione di manifestini, pubblicazioni e materiale vario (inclusi piccoli apparati radio), con la lettura di messaggi ed indicazioni o con altre manifestazioni di presenza capillare nelle aree sensibili del teatro di operazioni. Dispone a tal fine di altoparlanti, spalleggiabili o montati su VTLM Lince, con un cono di efficacia di circa 800 metri, oltre a  telecamere e sistemi di registrazione per la ripresa delle fasi distributive. 

La seconda compagnia ha capacità di monitoraggio e riproduzione dei media, con la possibilità di produrre 15-18.000 copie all’ora direttamente da internet o da altre fonti, avvalendosi di propri strumenti di copiatura e stampa, incluse rotative e moderni sistemi per la realizzazione di giornali e quotidiani. La terza assicura infine la gestione dei collegamenti e delle collaborazioni radio e televisive, predisponendo spot e brevi messaggi mirati di tipo pubblicitario, della durata di 50-60 secondi da affidare ad emittenti locali. A tale riguardo questa compagnia sarà particolarmente interessata dalla prossima apertura di una emittente radiofonica italiana presso il Regional Command West di Herat, un progetto ambizioso che si avvarrà dell’appoggio tecnico di una stazione radio già operante sull’intero Afghanistan gestita dall’ISAF e del supposto di organismi civili locali. Le sue trasmissioni potranno coprire tutta la nostra area di responsabilità.

© Analisi Difesa

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