Dialogo immaginario ma non troppo

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nucleare

Anche sull’energia nucleare, tanto per cambiare, l’opinione pubblica italiana è divisa. Lo dimostra questo dialogo fra due rappresentanti degli opposti schieramenti:

Norberto: non so se c’entra il fatto che sono di sinistra e il mio nome comincia con “No”, ma io sono contrario.

Silvano: e io non so se conta qualcosa il fatto che sono di destra e il mio nome comincia con “Si”, comunque io sono favorevole.

Norberto: forse destra e sinistra non c’entrano, ma in ogni caso io non ce le voglio le bombe atomiche vicino a casa mia.

Silvano: ma quali bombe atomiche? Stiamo parlando di centrali che utilizzano il nucleare per produrre energia, non di armi nucleari!

Norberto: ah, è proprio qui che casca l’asino! E allora perché sei contrario al programma nucleare iraniano? Anche loro vogliono il nucleare per motivi energetici.

Silvano: no, questa è un’altra storia, quelli fanno finta di sviluppare programmi energetici, ma in realtà stanno costruendo la bomba atomica per distruggere Israele!

Norberto: mah, lasciamo perdere l’Iran e parliamo dell’Italia. Io comunque al referendum del 1987 ho votato contro il nucleare, come l’80% degli italiani.

Silvano: caso mai come l’80% di quei pochi che erano andati a votare, non certo l’80% degli aventi diritto. E tanto meno l’80% degli italiani…

Norberto: comunque abbiamo vinto noi…

Silvano: bravo, e lo sai che l’abbandono del nucleare ci è costato oltre 50 miliardi di euro, soprattutto per lo smantellamento delle vecchie centrali, e ha obbligato gli italiani a pagare l’energia elettrica molto più della media europea? Io te li farei pagare a te, quei soldi! Ma lo sai che oggi paghiamo il 30% in più della media europea e il 50% in più della Francia, che ricava dal nucleare il 75% della propria elettricità?

Norberto: ma almeno ciabbiàmo l’ambiente più pulito!

Silvano: manco peggnente, invece è proprio il nucleare che salvaguarda l’ambiente e combatte il cambiamento climatico, visto che è una fonte pulita che non emette gas con effetto serra.

Norberto: sarà, ma se fanno una centrale nucleare in Italia io vado a protestare, vedrai che manifestazioni che faremo.

Silvano: invece in Francia e altrove le manifestazioni le fanno perché vogliono le centrali sui loro territori, perché comportano lavoro, soldi e sconti sulle bollette…

Norberto: io protesterò ugualmente contro le centrali atomiche.

Silvano: e allora perché non protesti anche contro le centrali che stanno subito oltre il confine? Ci sono decine di centrali nucleari in Francia, in Svizzera e in Slovenia, dalle quali compriamo elettricità a prezzi molto più alti di quelli che pagheremmo se quelle centrali fossero immediatamente al di qua del confine.

Norberto: comunque il nucleare non mi piace, io sono per le “energie rinnovabili”.

Silvano: ma chi ti ha insegnato questa parolaccia?

Norberto: l’ho letta su un manifesto dell’iddivvù.

Silvano: ah, ecco, mi pareva. Tanto per cominciare non si tratta di energie ma di “fonti di energia” e non sono rinnovabili bensì “non esauribili”, e poi queste e il nucleare non sono cose che si escludono a vicenda, caso mai sono complementari, sono entrambe fonti non inquinanti.

Norberto: ma ti immagini un disastro come Chernobil in Italia?

Silvano: il nucleare è tra le fonti energetiche più sicure. In Italia il più grande disastro energetico è stato la tragedia del Vajont, con quasi duemila morti, e quella era una centrale idroelettrica. E l’anno scorso sono esplose negli Stati Uniti e in Russia due centrali a gas che hanno causato diverse vittime. E in questo momento nel Golfo del Messico sta bruciando una piattaforma petrolifera che sta facendo più danni di Chernobyl. Le centrali nucleari attuali non hanno nulla a che fare con Chernobyl, dove si è verificato un errore umano in una centrale antiquata e inaffidabile dei sovietici compagni tuoi.

Norberto: sì, in Italia non ci sono stati incidenti nucleari proprio perché le centrali non ci sono! E poi tu lo sai quanta gente è morta per via di Hiroshima, Nagasaki e Chernobyl? Tu hai un’idea di quante migliaia di tumori hanno provocato quelle tragedie nucleari? Vogliamo tutelare la salute dei cittadini o no?

Silvano: Aridajje con le bombe atomiche. Se le moderne centrali nucleari ti stanno antipatiche perché ti ricordano Chernobyl, allora dovresti eliminare i coltelli dalla tua cucina perché ricordano la ghigliottina. Oppure dovresti vivere al lume di candela perché l’elettricità ricorda la sedia elettrica.

Norberto: ma io non parlo di ghigliottina o di sedia elettrica, io parlo di tumori. Perché non chiedi un parere a Umberto Veronesi, che fa l’oncologo, e che è uno che se ne intende? Ha fatto anche il ministro della sanità nel governo Prodi!

Silvano: ah, sì? e allora ricordati che proprio il Veronesi ha detto e scritto che molti tumori sono dovuti all’inquinamento atmosferico, i cui principali responsabili sono i combustibili fossili, e quindi petrolio, carbone e gas, mentre il pericolo cancerogeno dell’energia nucleare con i moderni reattori è praticamente uguale a zero. E sempre il Veronesi ha detto che il nucleare è una fonte di energia pulita, non produce l’anidride solforosa responsabile delle piogge acide, né gli altri gas che producono l’effetto serra e non disperde nell’ambiente le polveri sottili pericolose per la salute e per il clima.

Norberto: il meglio del meglio sarebbero le fonti di energia non esauribili, come le chiami tu, ma è meglio il trio carbone petrolio e gas che il nucleare. A me mi fa paura solo la parola…

Silvano: meglio il petrolio? E allora perché tutti cercano di ridurre i consumi di petrolio, sia per la salute che per il clima? La Francia lo ha ridotto dal 45% al 2%, la Germania dal 23% all’1.5%; la Svezia dal 19% al 3%; il Belgio dal 78% al 15%. Solo noi, invece, siamo passati a una dipendenza dagli idrocarburi dal 64% al 69%.

Norberto: e come la mettiamo con le scorie nucleari? Dove andranno a finire le scorie? Resteranno qui da noi in qualche discarica abusiva, oppure verranno trasferite in qualche paese in via di sviluppo, così lì la gente si ammalerà, poi scapperanno, faranno gli immigrati clandestini, verranno da noi in Italia e ci riporteranno le stesse schifezze che noi abbiamo regalato a loro.

Silvano: a’ Norbè, tu sei rimasto fermo a qualche decennio fa. Ma lo sai o non lo sai che le centrali nucleari moderne producono pochissime scorie? Una centrale moderna produce circa un metro cubo di scorie in un anno! E comunque c’è una ditta specializzata, la Sogin, che si curerà di questo problema, anzi di questo non-problema, perché non è un problema?

Norberto: vabbè, mi hai convinto. Adesso mi sento più filonucleare.

Silvano: ma lo sai che anche tu mi hai quasi convinto? Adesso mi sento più antinucleare.

E se ne andarono litigando.

CommentiCommenti 9

Franz (non verificato) said:

Signor Generale, da un frammento della Stele di Rosetta: “In Italia, chi non sa una cosa…la insegna”. Estendendo il concetto, “l’Italia, quando non sa qualcosa, la insegna agli altri Paesi”. Prima che qualche “patriota della domenica pomeriggio in trattoria” insorga e ci ammorbi il sabato, alcune brevi considerazioni. Primo: stiamo insegnando la tutela dell’ambiente a Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Francia, Svezia, ecc…Penoso. Noi, quelli dell’amianto, dell’immondizia nelle strade, del vibrione… Secondo: una piccola fuga di petrolio, in questi giorni, sta avvelenando l’Oceano…costo? Terzo: ogni giorno, ogni notte, enormi petroliere percorrono l’Adriatico dal Canale d’Otranto fino a Trieste. Un Mare quasi chiuso, poco profondo. Qualche antinuclearista potrebbe dirci che cosa si verificherebbe se alcune migliaia di tonnellate di petrolio si riversassero in un punto qualsiasi dell’Adriatico, per una collisione, un guasto, un attentato o chissà che cosa? Facciamo a meno dell'energia? Mettete che accada nei pressi di Venezia. L’intero golfo fino a Trieste inquinato, la pesca al collasso, il turismo morto per anni, danni incalcolabili. Venezia, Jesolo, Lignano, Caorle, Bibione, Grado, Muggia, Sistiana, Trieste, ma anche Capodistria, Umago, ecc. chiuse e piene di fango nero. Risposta antinucleare: e se esplodesse una centrale nucleare a Casalserugo o a Basagliapenta? Ecco, con argomenti del genere si combatte il nucleare che – forse sarebbe il caso di ripetere - non ha alternative e non le avrà per un tempo incalcolabile. Chi disse che una Nazione è sovrana solo se indipendente per Difesa ed Energia? Non ricordo: qualcuno mi aiuta?

Smile (non verificato) said:

Ha espresso magnificamente le grandi perplessità che esistono sul problema “nucleare”. Da che parte stare? A chi dar ragione? Non lo so, specialmente dopo aver sentito ieri sera a rainews24 il problema della Nigeria e tutti gli interessi e le contropartite che ci sono anche dietro all’estrazione dell’uranio (vi segnalo a questo proposito il sito http://www.greenpeace.org/italy/news/uranio-niger-areva oppure http://zh-tw.facebook.com/note.php?note_id=388647242054&id=360050106236&... o ancora http://www.missioni-africane.org/506__Diaspore?IDarticolo=309). Credo che nel decidere se nucleare sì o nucleare no, vada visto anche questo aspetto poco noto ai più (o forse solo a me). Mi piacerebbe conoscere il suo parere, sempre molto documentato. Grazie!

Fabrizio (non verificato) said:

Credo che partire da zero con il nucleare, nel 2010, non sia il massimo. E' stato perso il treno giusto con il referendum post-Chernobyl del 1987. Non abbiamo la tecnologia che dobbiamo importare dalla Francia, abbiamo perso il know how, buona parte di chi è favorevole lo è ma "Not in my backyard". Facciamo fatica a smaltire le scorie ancora stoccate nelle centrali chiuse (basta ricordare la "rivolta" di Scanzano Jonico del 2003). Inoltre l'uranio non è inesauribile e questo va tutto importato dall'estero. D'altra parte magari sognerò ad occhi aperti ma io vedo un futuro in cui al posto delle tegole ci saranno dei pannelli solari, in cui tutte le case saranno costruite con criteri di risparmio energetico, in cui ci saranno delle pale eoliche in ogni sito ventoso eccetera. Il problema da superare sarà che se ognuno, grazie al fotovoltaico si produrrà la maggior parte dell'energia di cui necessita (presumibilmente il 100% in estate, in minor percentuale nelle altre stagioni immagazzinando di giorno l'energia superflua in apposite pile e rilasciando parte della stessa in rete) come faranno i colossi energetici a "campare"? Come reperirà lo stato i mancati introiti delle tasse energetiche? Già nel film "Il segreto di Nikola Tesla" Orson Welles interpretando il grande capitalista J.P. Morgan commentava il sogno del grande fisico Serbo-Americano dicendo in sostanza "E a chi faccio pagare l'energia se tu sei in grado di fornirla gratis a tutti".

Alice (non verificato) said:

Non potrebbe essere invece l’Unione europea ad occuparsi anche della politica energetica, visto che l’aria non si ferma ai confini degli stati, puntando proprio sulle energie rinnovabili, come dice lo slogan pubblicato a corredo del suo articolo?

G.Marizza (non verificato) said:

Vedo che Fabrizio e io abbiamo lo stesso sogno. Non solo le case, ma anche le industrie, gli ospedali, i ministeri e le caserme dovrebbero essere energeticamente autosufficienti. Secondo me (e qui concordo perfettamente con Alice) la soluzione non sta negli stati nazionali ma nell'Unione Europea. Abbiamo già devoluto alla UE la politica agricola, quella monetaria (cui dovranno seguire, per forza di cose, quella finanziaria e quella fiscale), stiamo cedendo la sovranità anche in politica estera e di sicurezza. E’ ora che in Europa ci sia una politica energetica comune coordinata da chi ha la visione globale a livello continentale. Dovrà essere una politica che faccia affidamento su un mix di fonti energetiche (del solare e dell’eolico tratterò in un prossimo articolo) e certamente non solo sul nucleare, perché l’uranio non è inesauribile, come sottolineano sia Fabrizio che Smile. Ma con una singola politica energetica comune a livello europeo risulterà ininfluente il fatto che un singolo paese non abbia la tecnologia o abbia perso il know-how, come disgraziatamente è successo all’Italia (peccato che i promotori di referendum-boomerang non vengano mai chiamati a rispondere dei loro misfatti). Ma cosa faranno i colossi energetici e gli stati, si chiede Fabrizio, se un giorno daremo ragione al grande Nikola Tesla? Credo che nessuno ci rimetterà: i primi si adegueranno convertendo le fonti e i secondi, storicamente specialisti assoluti nello spennare i cittadini, troveranno sicuramente il modo di rimediare ai mancati introiti.

Giulio (non verificato) said:

E se al posto del nucleare guardassimo un po’ di più alle altre fonti? Una volta, nelle campagne dove abito io, solcate da molti canali e canalini più o meno naturali, si vedevano spesso anche piccolissime centrali idroelettriche che servivano al fabbisogno della piccola industria o della piccola impresa artigianale. Qualcuna è rimasta. Oggi forse non è possibile ripristinare tale usanza capillare, ma forse è possibile incentivare maggiormente il fotovoltaico. In Italia, già la finanziaria del 2007 aveva previsto il riconoscimento, per un periodo di 20 anni, di una tariffa incentivante per ogni kWh prodotto da sistemi solari fotovoltaici e una tariffa ancora più vantaggiosa per chi dotava l’edificio di isolamento termico. Che sia il caso di approfittarne? Dell’efficacia delle pale eoliche non sono molto convinto, non mi pare che rendano molto e in compenso deturpano abbastanza il paesaggio perché si vedono a grande distanza… anche se, purtroppo, dopo un po’ ci si abitua a tutto.

Anonimo (non verificato) said:

I lampioni della bella Copenhagen sono illuminati grazie all'energia cinetica di pedoni e passanti sui marciapiede...spesa totale, 1 milione di euro.
Noi parlaimo di nucleare quando il mondo si sta già dirigendo verso nuove fonti di energia rinnovabile, meno pericolosa sia dell'oro nero, che dell'atomo.
Ogni centrale nucleare è un possibile obiettivo per i terroristi...SVEGLIA!!!