Putin e le foreste

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La Russia sta andando a fuoco, tra temperature anomale e scarsissima pioggia, ma è solo colpa del caldo?

Due repubbliche ex-sovietiche confinanti con la Russia, ossia Bielorussia e Ucraina, sono in condizioni del tutto simili. La gente boccheggia per il caldo e la pioggia è attesa come una liberazione. Tuttavia non vengono devastate da chissà quali incendi e possono permettersi di inviare aiuti a Mosca, visto che da loro tutto è sotto controllo.

Se queste condizioni meteorologiche hanno creato un simile disastro è perché vi sono anche responsabilità umane. Due sono i problemi fondamentali che hanno portato a questa situazione, uno antico e un altro decisamente più recente. Il primo sta nella corruzione dilagante che divora circa il 70% delle somme teoricamente investite nell’apparato che affronta le calamità naturali, incendi compresi. I costi degli appalti sono enormemente gonfiati perché i fornitori devono versare il 70% di quanto incassano a politici e dirigenti pubblici. Ma questo è un problema antico, a cui purtroppo uno nuovo si è aggiunto.

Si tratta della riforma del 2006 riguardante le foreste voluta dall’allora presidente Putin. Questa è stata implementata a partire dal 2007 e contiene un paio di punti che si sono rivelati letali. La responsabilità della protezione delle foreste è stata trasferita dallo stato alle autorità regionali, le quali si sono ben guardate dal preoccuparsene. Le conseguenze si stanno vedendo in questi giorni e le critiche si sprecano.

La seconda novità introdotta, con un impatto devastante sulla prevenzione degli incendi, è stata la cancellazione dei 70.000 “guardiani forestali”. Questi individuavano e segnalavano, con grande velocità, lo svilupparsi di ogni piccolo focolaio nella foreste. Pensando a come la Russia di Putin abbia molti più dipendenti pubblici di quella di Eltsin (e con meno abitanti), si resta senza parole di fronte a simili scelte.

Se le cose non saranno cambiate, per il futuro, le speranze della Russia saranno riposte nel poco caldo e nella pioggia. Come prospettiva non suona molto allegra.

 

CommentiCommenti 7

Anonimo (non verificato) said:

Mi domando cosa dica il sultano (che sembra tra l'altro molto amico di Putin) del livore con il quale affrontate sempre l'argomento "Russia" nel vostro ridicolo giornaletto. Il vostro anticomunismo e il vostro cieco e acritico atlantismo da hooligans vi precede di almeno mezzo miglio trasformandovi in una comica farsa. Non serve ricordare che Bielorussia e Ucraina sono repubbliche ex-sovietiche: ancora un po' e lo sanno anche i muri... non penso di aver mai letto qui nulla di inerente al mondo russo che non sia tinto di soviet, comunismo, ecc... sono abbastanza chiari i motivi per cui lo fate ma l'impressione che stiate sclerotizzando come vecchietti all'ospizio è fortissima. Dimenticavo di dire che ovviamente il (chiamiamolo così) punto di vista espresso in questo temino da terza elementare manca di ogni attinenza con la realtà. Purtroppo i problemi sono stati altri, anche se a voi non interessano: l'obbiettivo è solo sparare sul nemico che resta comunista in ogni caso e sempre. La fine della guerra fredda ha fatto più male a voi sembra...

Giuppe (non verificato) said:

Da Vilnius (ovvero di un ex stato facente parte della URSS) dove attualmente vivo le informazioni date nell'articolo sono piu' o meno confermate. In piu' si vocifera di numerosi incendi dolosi. Per di piu' Vilnius qualche anno fa ebbe piu' o meno lo stesso problema con l'incendio di alcune torbiere. Tralasciando le critiche al giornale (che personalmente trovo ingiuste) a cui non devo rispondere io, spero Anonimo voglia specificicare meglio a quali altre cause si riferisce perche' l'argomento mi interessa e non e' che ci siano troppe informazioni su internet a parte quelle riportate nell'articolo. A meno che non si riferisca al fantascentifico progetto HAARP.

Vlad (non verificato) said:

Al solito lei dice delle sciocchezze con una superficialità che lascia disarmati.
La siccità eccezionale (la peggiore da 130 anni) ha colpito solo le regioni della Russia Centrale, dove non piove da mesi, e non la Bielorussia e l'Ucraina dove le piogge sono state nella media.
Difatti gli incendi sono tutti nelle regioni tra Mosca, Kazan e Voronez, nel resto del Paese non accade nulla di anomalo.
Sul taglio dei custodi forestali una volta tanto ha ragione, e la cosa è oggetto di forte polemica sui media russi (quelli che sarebbro tutti controllati dal "regime"). Giova però ricordare che questo e altri tagli erano stati sollecitati dal F.M.I. come misure per "modernizzare" l'economia russa !

gd (non verificato) said:

Ma che dite, l'ucraina non è stata interessata in modo persistente come la russia, come si vede dall'immagine dell'earthobservatory la siccità interessa essenzialmente il bacino del Volga e poi in ucraina non ci sono le vaste foreste boreali russe che alimentano gli incendi più pericolosi:
http://earthobservatory.nasa.gov/IOTD/view.php?id=44743

Peter Parisius (non verificato) said:

Sono d'accordo al 100% con "Anonimo", ovvero l'autore del commento in cima alla pagina.