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Bruxelles ha richiamato tutti gli Stati membri della Ue "ad attuare correttamente le regole europee" sull'immigrazione. "Stiamo monitorando da vicino le varie situazioni", ha detto il portavoce della vicepresidente della Commisione Ue, Viviane Reding, rispondendo a chi gli chiedeva di commentare sia le iniziative annunciate negli ultimi giorni in Francia, per quel che riguarda i rom, e in Italia.

In particolare, a chi gli chiedeva un giudizio sulle parole del ministro degli interni Roberto Maroni - per il quale Bruxelles dovrebbe permettere l'espulsione anche dei cittadini comunitari non in regola - il portavoce si è limitato ad affermare che la Commissione Ue "prende nota di tali richieste, come sempre".

Sulla questione è intervenuto il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano, che ha tenuto a sottolineare che "purtroppo l'Italia attua correttamente le regole europee in materia di immigrazione e di circolazione dei comunitari".

Mantovano si riferisce in particolare alla norma che prevede che il cittadino comunitario debba dimostrare un reddito sufficiente a sostenersi per trattenersi oltre tre mesi in un paese straniero. In caso contrario, scatta un allontanamento che poggia, però, "su un'intimazione da mettere in pratica su base volontaria" e che per questo rischia di essere solo "virtuale".

"Già due anni fa - spiega Mantovano - avevamo chiesto alla Ue una modifica che rendesse effettivo l'allontanamento, ma in sede europea fu bloccata. Ora la riproporremo, sperando di poter contare anche sull'appoggio della Francia".

Il fatto che "le norme europee vanno rispettate non può che trovare applicazione - prosegue Mantovano - ma se alcune incontrano perplessità o non risultano sufficientemente efficaci, è diritto degli stati membri segnalarlo. Per questo anche il ministro Maroni ha già ipotizzato iniziative in sede europea". Il sottosegretario all'Interno non interpreta la posizione di Bruxelles come "un rilievo in senso formale" che poggia su una "preclusione insuperabile", ma piuttosto come l'avviso che la Ue sta "monitorando la situazione e se ci saranno proposte, ne terrà conto".

Mantovano torna quindi a sottolineare il diverso trattamento a cui, sulla base della attuali norme europee, è soggetto un cittadino comunitario che viene allontanato per motivi di ordine e sicurezza rispetto a chi non dimostra di avere sufficienti mezzi di reddito ed è quindi esposto al rischio di attività illecite o all'accattonaggio. "Mentre il primo - osserva Mantovano - viene allontanato e riaccompagnato al paese d'origine, per il secondo scatta solo un'intimazione. Noi chiederemo, in sede europea, che anche nel secondo caso sia prevista l'espulsione e il ritorno nel paese d'origine".

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