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La tv cilena ha mostrato nella notte le prime immagini dei 33 minatori intrappolati nella miniera di Copiapò, riprese con una telecamera calata a 700 metri di profondità. I minatori sono apparsi in discrete condizioni e ben organizzati nel loro rifugio sotterraneo.

Il video girato nel rifugio dura 45 minuti ed è stato mostrato prima ai famigliari dei minatori. La tv pubblica TVN ne ha trasmesso alcuni spezzoni. "Qui ci siamo organizzati bene", ha detto uno dei minatori, a torso nudo e con la barba incolta, mostrando anche una cassetta di pronto soccorso dotata di alcol, medicinali, deodorante e dentifricio. Nel rifugio, la temperatura raggiunge i 32 gradi.

Sono stati mostrati anche l'angolo in cui i 33 lavoratori pregano e quello in cui si lavano, la mensa e persino un tavolo da gioco. I minatori hanno salutato tutti, in particolare i famigliari e quelli che sono al lavoro per liberarli e per aiutarli, e alla fine hanno cantato l'inno nazionale. "Il minatore di oggi è un minatore del quale potete andare fieri", ha detto uno di loro. I lavoratori sono stati informati che per scavare un pozzo che permetta di riportarli in superficie occorreranno da uno a quattro mesi.

Domenica o lunedì arriveranno in Cile quattro esperti della Nasa: dovranno consigliare i soccorritori sulle tecniche di sopravvivenza in spazi limitati per lunghi periodi. Ieri frattanto il giudice del Tribunale di Copiapò, Mirta Lagos Pino, ha ordinato il congelamento di 1,8 milioni di dollari della società San Esteban, proprietaria della miniera San Josè. Il magistrato ha accettato la richiesta di un avvocato che rappresenta 26 delle 33 famiglie degli operai. Il gruppo minerario ha dichiarato nei giorni scorsi di essere sull'orlo del fallimento a causa dell'incidente e di non poter più pagare gli stipendi ai minatori.

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