Il silenzio degli Usa/ 2

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L'Iran sospende la lapidazione di Sakineh Mohammadi Ashtiani, accusata di adulterio. L'inaspettata presa di posizione dell'Unione Europea (Barroso ha parlato di "barbarie", la Francia ha reagito malamente agli insulti rivolti a Carla Bruni), a quanto pare è servita a qualcosa: Roma in questi giorni era piena di manifesti con il volto della donna iraniana.

Sulla vicenda è intervenuto il Papa (per cui paradossalmente l'avvocato di Sakineh non ha ringraziato qualche dotto saggio islamico ma il pontefice cristiano), mentre il Brasile "alleato" di Teheran offriva asilo politico alla donna. Addirittura Fidel Castro ha ammonito Ahmadinejad a non infilarsi in una disastrosa nuova guerra con l'Occidente.

L'Iran, quindi, sembra giocare una partita sempre più solitaria, isolato, pronto alla resistenza finale (la Guida Suprema Khamenei ha dichiarato che "nei prossimi decenni ridurremo l'effetto delle sanzioni sul nucleare"). Sarebbe il momento più adatto per spingere l'acceleratore, ridando fiato e voce al movimento verde e a quelle forze che ancora si battono per il regime change.

E invece che fanno gli Gli Stati Uniti? Restano in silenzio sul "caso Sakineh", mentre Hillary Clinton tiene un importante discorso sulla politica estera spiegando che ci troviamo a vivere in un "momento americano", e che l'ingaggio diplomatico con i mullah che l'amministrazione sta portando avanti da quando Obama è diventato presidente ha funzionato. Mostriamoci magnanimi con Sakineh, avranno pensato i mullah, e avremo una nuova carta da giocare per evitare un nuovo giro di sanzioni.

CommentiCommenti 11

Anonimo (non verificato) said:

questo articolo è vergonoso,penoso e dimostra l'ignoranza di colui che l'ha scritto.Mi domando che collegamento ci possa essere tra una vicenda umanitaria e l'indebolimento dell'Iran, il movimento verde, la politica del Segretario di Stato americano

nemo profeta (non verificato) said:

-"L'inaspettata presa di posizione dell'Unione Europea...a quanto pare è servita a qualcosa:"-

Ma che bravi! Forse gli intelligentoni dell'U.E. non sapevano che in Iran il Governo aveva già sospeso tutte le lapidazioni da parecchi mesi, e che in tempi non sospetti nel Parlamento Islamico era stato presentato un disegno di legge per l'abolizione definitiva della lapidazione, barbara usanza delle località rurali periferiche - mai praticata dal Governo che l'ha sempre osteggiata.

-"Sulla vicenda è intervenuto il Papa..."-

Falso, il Papa non ha mai preso posizione sul caso Sakineh. Ha semplicemente affermato che Lui è contrario alle pene capitali e che era vicino alla condannata allo stesso modo di tutti i condannati nel mondo.

-"Sarebbe il momento più adatto per spingere l'acceleratore, ridando fiato e voce al movimento verde e a quelle forze che ancora si battono per il regime change."

Ecco la voce dal sen fuggita, non gliene frega un piffero di Sakineh: semplicemente si trama contro l'Iran e viene auspicato un "cambio di regime", per accondiscendere USA ed Israele.

-"E invece che fanno gli Gli Stati Uniti? Restano in silenzio sul caso Sakineh"-

E che dovrebbero fare ancora? Hanno già dato lo "schiaffo del soldato", ritirando subito la mano, e delegato tutti i Governi da loro sottomessi per recitare la lezioncina strappa-lacrime ai poveri gonzi male informati (o meglio correttamente informati).

Ed adesso censuratemi pure, tanto voi sapete che io sò che voi sapete...!

Ilaria Baghi (non verificato) said:

Sbaglio o avete il dente avvelenato con il Segretario di Stato americano? Così sembrerebbe, perché non si riesce a vedere come un intervento della Clinton sul caso Sakineh potrebbe ridare fiato alle forze che si battono per un cambiamento di regime in Iran. Lo auspichiamo tutti, ovvio, l’avvento della democrazia in quel martoriato paese. E’ molto improbabile però che si realizzi grazie a una battaglia dell’opinione pubblica – o ai pronunciamenti di governi e organismi internazionali - contro una pena crudele e degradante come la lapidazione.

Andy (non verificato) said:

L'articolo è un classico e tipico esempio di strumentalizzazione politica di un caso di diritti umani (uno tra milioni), sulla cui materia gli USA non possono certo permettersi di dare lezioni, con gli esempi di Guantanamo (deportazione e tortura di persone private di ogni normale diritto legale) o di Falluja (comprovato uso di fosforo bianco su civili). Che dire allora delle crocifissioni di cadaveri decapitati in pubbliche piazze in Arabia Saudita? Lì tutto tace?

Anonimo (non verificato) said:

Forse l'Anonimo non sa che i regimi tirannicidi temono almeno un po' le pressioni dei media (vedi Cuba con alcuni dissidenti morti per sciopero della fame).
L'Iran si è beffata dell'occidente in tutti questi anni di "ispezioni" con Al Baradei, e conta su un Europa non solo timida, ma divisa e su un'America debole e sotto l'Obamiana-pensiero, cioè non fare niente.

vanni (non verificato) said:

Egregio Andy 09/09/10 00:47 , ecco bene, la ringrazio di aver citato il vezzo buonista saudita di crocifiggere cadaveri decapitati sulle pubbliche piazze: questa non la sapevo, diamine. La terrò intanto a mente, nella speranza che si trovi qualcuno che possa permettersi di dare lezioni e questo scempio trovi quindi il giusto rilievo sui mezzi di informazione.

nemo profeta (non verificato) said:

Ecco una notizia fresca per rattristare i soliti "benpensanti"

WASHINGTON - Il 23 Settembre 2010 avverrà negli Stati Uniti l'esecuzione di Teresa Lewis, la donna MENTALMENTE DISABILE colpevole di aver ingaggiato due uomini per l'assassinio di suo marito e del figliastro.
La donna, che ha incaricato due uomini di assassinare suo marito e il suo figliastro nel 2002, azione effettuata dai due killers poi arrestati, è stata condannata a morte (MALGRADO CHE UNO DEI KILLERS PRIMA DI SUICIDARSI HA CONFESSATO DI AVERE PLAGIATO LA DONNA PER SPINGERLA ALL'UXORICIDIO). La Lewis, che ha una figlia di 16 anni, è però mentalmente disabile e secondo il Huffington Post non è nemmeno in grado di scrivere una lista per la spesa. La cosa strana è che il caso, che ha causato ampi dibattiti nello stato americano della Virginia, non abbia trovato alcun spazio sulla stampa di altri paesi e che non si siano levate voci e non ci siano state "mobilitazioni per impedire l'esecuzione" della donna.
Due pesi e due misure, come mai?

Andy (non verificato) said:

Esatto, ha ragione il commento che mi precede, due pesi e due misure!Con gli Usa come con la Cina, o la già citata (intoccabile) Arabia Saudita, che Vanni ora sa esser messa forse peggio che l'Iran, ma dove nessuno in Occidente osa parlare e dire nulla, ah....il petrolio, oro nero!

Luca (non verificato) said:

Scusate ma la vostra ipocrisia mi sembra troppa……… La pena di morte dovrebbe essere condannata sempre e comunque!!!!! Non solo la lapidazione (praticata in Iran o in altri paesi islamici) ma anche ed es. la sedia elettrica o l’iniezione letale (praticate negli Stati Uniti). Inoltre è vero che in Iran le lapidazioni sono ormai sospese da qualche tempo.
Con questa campagna mediatica si vuole solo preparare il terreno per una guerra all’Iran!!!!