Ritvan (non verificato) said:

Anch’io, come Fabio, concordo con quanto scritto da Marino Poerio. Vorrei, però, aggiungere che trovo una “piccolissima”:-) differenza fra il razzismo statunitense – che nessuno intende negare, essendo un fatto storico acquisito – e quello nazista e che consiste nel fatto che negli USA i neri non finivano in campi di concentramento in mano agli emuli del dr. Mengele solo perché neri. Come documenta nel suo libro “Noirs dans les camps nazis” (Neri nei campi nazisti), edito da Le Serpent à Plumes, Serge Bilé, noto reporter e documentarista originario della Martinica, tali campi nelle colonie tedesche furono addirittura precedenti al nazismo. Scrive Bilé:” "I primi campi di concentramento della storia tedesca sono entrati in funzione in Namibia nel 1905. Sono dello stesso tipo rispetto a quelli del periodo nazista. Perfino il nome con cui vengono designati è identico: konzentrationslager. Ci sono reticolati di filo spinato e i deportati vengono tatuati. Mancano invece camere a gas o forni crematori e i deportati Herero vengono impiccati agli alberi. Ma ho scoperto altri elementi di continuità: in Namibia operava un dottore, Eugen Fischer, dedito a esperimenti di sterilizzazione sui deportati. Lavorerà poi anche in epoca nazista avendo come braccio destro Josef Mengele, il futuro carnefice di Auschwitz. Un altro personaggio-chiave del periodo namibiano fu Heinrich Goering, padre del gerarca nazista". E ancora, stavolta sulla Germania nazista “Le leggi razziali di Norimberga del 1935 valgono non solo per gli ebrei, ma anche per neri e zingari. Ai tedeschi originari delle colonie è ritirato il passaporto, non sono più dunque cittadini tedeschi. …I neri rimasti in Germania verranno in seguito sistematicamente sterilizzati e chi infrange l'imposizione di non frequentare gli ariani è deportato…Oltre a chi proveniva dalle colonie nella madrepatria tedesca, vi erano altre tipologie (di deportati-ndr.). Occorre ricordare che nelle truppe francesi e belghe che continuarono ad occupare la Renania dopo la Prima guerra mondiale, vi erano anche soldati neri originari dell'Africa e delle Antille. Ciò fu vissuto in Germania come la cosiddetta "vergogna nera". Tanto più che dalle relazioni di questi soldati con donne tedesche erano nati circa 800 bambini meticci, poi qualificati come i "bastardi della Renania". Questi bambini saranno sterilizzati e diventeranno, assieme a gli oppositori politici di colore, i primi deportati neri nei campi di concentramento.”.