myanmar

Tutte le news
di
Raffaella Cantone
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05 Gennaio 2017

Aveva appena 16 mesi. La famiglia era in fuga verso il Bangladesh. L'immagine del piccolo annegato fa il giro del web. Il padre: “nostro villaggio distrutto”, ma il governo birmano nega il genocidio Rohingya.

Tutte le News
30 Maggio 2014

Cina. Una scossa sismica "molto forte" ha colpito il Sud Ovest del Paese al confine con il Myanmar, la ex Birmania. La magnitudo della scossa è stata di 5.9. Secondo la United States Geological Survey amercina l'epicentro del terremoto sarebbe a nord di Pingyuan, nella provincia cinese dello Yunnan. Non ci sono notizie su vittime o danni provocati dal sisma. La zona montagnosa colpita dal terremoto è interessata spesso da fenomeni sismici. Lo scorso agosto, un altro terremoto fece 5 vittime nello Yunnan.

Il petrolio birmano e la tenzone tra Cina e Usa
di
Giampaolo Tarantino
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05 Maggio 2012

La Cina rischia di perdere una delle perle più preziose del suo collier (petrolifero). La svolta democratica del Myanmar potrebbe infliggere un duro colpo alla strategia d'approviggionamenti cinesi in Asia orientale, l’area economicamente più dinamica del mondo. Negli ultimi due decenni Pechino ha messo in piedi una rete di alleanze che corre dalle isole Seychelles fino al Sud-Est asiatico.

Oltre il chiasso su Aung San Suu Kyi
di
Giampaolo Tarantino
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07 Aprile 2012

“La Birmania è pronta a cambiare”. Ha detto Hillary Clinton quando ha incontrato Aung San Suu Kyi alla fine del 2011. Quella del Segretario di Stato è stata una visita ufficiale dal valore storico. Oggi la "Signora" ha vinto le elezioni e Washington toglie le sanzioni al paese. Un segnale anche per le imprese energetiche statunitensi a presentarsi in Birmania e dove troveranno già quelle cinesi. Segno che in Birmania si parla certo di democrazia, ma anche d'interessi (legittimi per carità).

Gli appetiti delle due potenze nel Sud-Est asiatico
di
Stefano Fiori
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10 Dicembre 2011

La visita che Hillary Clinton ha effettuato in questi ultimi giorni in Birmania ha riacceso i riflettori sul Paese del Sud-Est asiatico. Tanto per l'incontro con Aung San Suu Kyi, la storica leader dell'opposizione al regime militare e Nobel per la Pace, quanto per la promessa di finanziamenti che gli Usa garantiranno al governo birmano affinché prosegua nel cammino di riforme intrapreso nell'ultimo anno. Una scelta strategica da parte degli Stati Uniti che ha scuscitato più di un prurito a Pechino.

20 Maggio 2009

Al termine dell'udienza di oggi, la Premio Nobel per la Pace dovrebbe vedere rappresentanti di Russia, Singapore e Thailandia, come ha riferito una fonte diplomatica a Yangon citata dalla "Cnn".

05 Maggio 2009

Il Premio Nobel per la pace 1991 si trova agli arresti domiciliari presso la sua casa di Rangoon, dove il 27 maggio prossimo attenderà la notizia del rinnovo della sua pena da parte della giunta militare birmana.

Foto del giorno
24 Maggio 2008
di
Luca Meneghel
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06 Novembre 2007


Tanto per Condoleezza Rice quanto per Ibrahim Gambari sarà una settimana difficile all'insegna della diplomazia. Impegnati in due missioni (Medioriente e Myanmar) che per motivi diversi sembrano entrambe impossibili. Ma è dalle capacità dei due validi diplomatici che dipendono molte vite umane.

di
Luca Meneghel
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27 Ottobre 2007


Dopo l'iniziale concitazione mondiale, l'attenzione dei media sulla Birmania si è progressivamente affievolita. Negli ultimi giorni, però, qualcosa è successo: la leader dell'opposizione Suu Kyi ha incontrato il rappresentante della giunta militare, mentre la polizia è tornata a circondare massicciamente i monasteri buddisti. Alle Nazioni Unite, invece, continua lo stallo provocato dalla Cina.

di
Luca Meneghel
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08 Ottobre 2007


Sono agghiaccianti le testimonianze che filtrano in queste ore dal Myanmar. Si parla addirittura di religiosi schiacciati e poi cremati in massa. Ma l’Onu, da parte sua, continua a dimostrare la sua irresolutezza.

di
Luca Meneghel
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05 Ottobre 2007


La leader dei dissidenti, Aung San Suu Kyi, si è rifiutata d’incontrare il generale Than Shwe. Per l’opposizione le condizioni poste dal regime militare per avviare un dialogo sono inaccettabili. Sul fronte diplomatico, oggi, alla presenza dell’inviato Gambari, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Ma a Yangoon la repressione continua.

di
Luca Meneghel
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01 Ottobre 2007


Un manifesto di Aung San Suu Kyi

Nel Myanmar è scesa la tensione, almeno per il momento. Il regime ha ripreso il controllo dell’ordine pubblico, sgomberando le strade dell’ex capitale Yangoon dai dimostranti guidati dai monaci. Le pressioni internazionali finora hanno prodotto solo la visita dell’inviato Onu che domani incontrerà il leader della giunta militare, Than Shwe. Tuttavia, la protesta si sta riorganizzando: lo sciopero generale sarà la prossima mossa.

di
Luca Meneghel
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29 Settembre 2007


Il mondo si veste di rosso, un segno di solidarietà nei confronti dei monaci del Myanmar in piazza contro il regime. Tutto è nato da un sms: “In support of our incredibly brave friends in Burma: may all people around the world wear red shirt on friday 28. Please forward!”. Dai cellulari il messaggio è passato alla grande rete: blog, email e siti di social network.

di
Andrea Atteritano
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28 Settembre 2007


Le sanzioni proposte dall’Occidente in sede Onu contro il regime militare del Myanmar potrebbero essere uno strumento utile ad affrontare la crisi birmana. Si tratta di sanzioni individuali che colpiscono esclusivamente le persone fisiche e giuridiche legate al regime, evitando effetti collaterali sulla popolazione innocente. L’opposizione di Russia e Cina ha nuovamente paralizzato il Consiglio di Sicurezza, ma Stati Uniti e Unione Europea sono decisi a proseguire ugualmente lungo la via delle sanzioni, a cominciare dall'inasprimento di quelle già in vigore.

di
Giancarlo Loquenzi
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27 Settembre 2007

La cortina ideologica che impedisce giudizi equilibrati su George W. Bush è talmente spessa da oscurare anche la più abbagliante evidenza. Lo si nota in modo netto in questi giorni sulla crisi dell'ex Birmania. Per Bush si tratta di un capitolo decisivo della sua guerra alle dittature, in perfetta coerenza con tutta la sua politica post-11 settembre. Mentre Russia, Cina e gli altri paesi asiatici fanno finta di non vedere e bloccano le sanzioni Onu.