ARTICOLI

Con Israel la polemica è un equivoco l'accordo è sostanziale

di Benedetto Della Vedova e Carmelo Palma
| 09 Settembre 2007

Giorgio Israel ha duramente attaccato il nostro intervento su Fioroni. Lo ha fatto partendo dall’assunto che replicasse al suo nel modo più subdolo e disonesto: alludendo e non criticando apertamente, obliquamente ammiccando e non citando il bersaglio delle critiche. Invece il nostro intervento (che reca un titolo deciso, ovviamente, dalla testata) è stato scritto prima che l’intervento di Israel venisse pubblicato  e aveva come bersaglio esplicito e dichiarato Fioroni e le sue pose da salvatore della scuola.

La letteratura italiana, tra oblio e relativismo culturale

di Matteo Salonia
| 09 Settembre 2007


La letteratura italiana è un patrimonio culturale straordinario, senza pari al mondo, ed è anche un tesoro di fondamentale rilevanza nella realizzazione della nostra identità nazionale. Per questo motivo lo studio di certi autori e certe opere assume un’importanza particolare nell’educazione delle giovani generazioni.

Nella scuola contano i contenuti dell'insegnamento non le teorie liberali

di Giorgio Israel
| 07 Settembre 2007


L’intervento di Della Vedova e Palma dimostra – sia detto con simpatia e cordialità – qual è il principale problema nella discussione attuale sulla scuola. Si tratta del fatto che si parla troppo spesso senza cognizione di causa, sulla base di dati statistici o inchieste che non di rado riflettono male la realtà e soffermandosi sugli aspetti organizzativi e di sistema senza dire nulla del problema dei contenuti dell’insegnamento La sostanza della scuola sono i contenuti dell’insegnamento e credere di potersi infischiare di questo aspetto lasciandolo al “laisser faire, laisser aller”, è un grave errore.

Fioroni parla di tabelline ma non si accorge che il problema sono gli insegnanti

di Paola Vitali
| 07 Settembre 2007

Passati i cinque minuti iniziali di sollievo all’annuncio di Fioroni che forse a scuola torneranno a occupare il posto che meritano insegnamenti come matematica, storia e geografia, non ci si può tuttavia non domandare pure: ma sarà il corpo docente attuale ad occuparsene?  Perché Fioroni affronta tante questioni ma una la evita accuratamente: la scuola è piena di insegnanti clamorosamente impreparati o clamorosamente sconfortati.

Fioroni va criticato con argomenti liberali

di Benedetto Della Vedova e Carmelo Palma
| 07 Settembre 2007


Le sparate di Fioroni  non avvicinano, ma allontanano l’obiettivo della riforma della scuola. La scuola va portata di peso fuori dalle secche del monopolio e dalla logica del “pubblico impiego”. Il buono scuola, la sussidiarietà, la libertà didattica e l’autonomia amministrativa devono trovare una attuazione radicale, perché fondano un modello di scuola (e si ispirano ad un modello di società) del tutto alternativo e concorrente a quello cui oggi e da decenni è affidata la formazione dei giovani italiani.

Sulla scuola Fioroni dice cose di "destra", non va contraddetto con cose di "sinistra"

di Giorgio Israel
| 06 Settembre 2007

Il comportamento che il centro-destra sta assumendo sulla questione della scuola è profondamente sbagliato. Le scelte compiute dal ministro Fioroni in questi giorni – sul tema della disciplina scolastica, dei crediti e debiti formativi e soprattutto del ripristino di un approccio disciplinare all’insegnamento – forse non riusciranno ad andare oltre il livello episodico, ma è un gravissimo errore contrastarle per principio, fino al punto di schierarsi su posizioni caratteristiche della sinistra sindacal-corporativa e della cultura del pedagogismo post-sessantottino.

Una scuola senza autorità. Tutta colpa del '68

di Stefano De Luca
| 20 Luglio 2007


La crisi radicale della nozione di autorità ha un’origine ben precisa: proviene dalla cultura del Sessantotto, che  ha diretto i suoi strali non contro la degenerazione dell’autorità (l’autoritarismo), ma contro il principio in se stesso, ravvisando in esso una forma di dominio. Di qui l’attacco a istituzioni come la famiglia e la scuola e alle figure che in esse incarnano l’autorità.

"Lettera a una professoressa", l’utopia al potere

di Pucci Cipriani
| 02 Luglio 2007

Il libro che dette fama a Don Milani fu «Lettera a una professoressa», in cui il priore di Barbiana predicava un'utopica scuola (nemmeno tanto, visto l'andazzo preso, poi, dalla nostra scuola) senza registri, senza voti, che vendicasse la «classe proletaria». Lì si minacciava di «mandare in Siberia» quei professori che avessero storto la bocca e avessero sentito nostalgia del latino e che, quindi, «amavano i signorini della vecchia scuola media» che «hanno la cultura come privilegio di pochi». E sempre lì si rivendicava l'assoluta libertà della scuola di fronte a ogni autorità ecclesiastica. Non a caso il prete «padre nobile del Sessantotto» fece togliere, per prima cosa, il crocifisso dalla scuola parrocchiale di Calenzano (anticipando di oltre quarant’anni il musulmano Adel Smith). (seconda puntata)

Per il Papa la scuola deve educare non "addestrare"

di Stefano Fontana
| 14 Giugno 2007

Mentre il ministro Fioroni vieta i telefonini, quegli stessi che documentano casi non isolati di malcostume educativo nella scuola italiana, e mentre il ministro Turco propone di mandare i Nas nelle scuole in cerca di droga, il papa Benedetto XVI va al cuore del problema: l’emergenza educativa in Italia è dovuta al fatto che non si sa a cosa educare e perché educare. E non lo si sa perché il relativismo ci immobilizza trasformando l’educazione in arroganza, intolleranza e persino violenza.

Basta col ’68. È ora di cambiare scuola!

di Valentina Aprea
| 01 Giugno 2007


Sono passati quarant’anni e nella scuola italiana ancora circolano i feticci sessantottini, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Eppure in Europa l’aria sta cambiando. Persino nella progressivissima Francia l’era Sarkozy si annuncia anche con l’intento di superare definitivamente le derive sessantottine in educazione. Occorre ripartire da parole come rispetto, autorità, responsabilità. Ma l’Italia di sinistra continua a guardare al passato.

Giovani: l’omertà sui banchi di scuola

di Elisabetta Leslie Papacella
| 14 Maggio 2007

Denunciare una rissa? Raccontare di essere stati minacciati? Per carità! L’omertà già serpeggia nei banchi di scuola dei più piccoli. Già ad undici anni si è omertosi. Meglio vedersela da soli, dicono gli alunni delle medie. Se parli, se denunci è finita, sarai preso in giro, diventi uno “sfigato” E il coraggio di dire no ai soprusi? Questi ragazzi non sanno proprio cosa sia.

Possono succedere "fatti imprevisti"

di Luca Codignola
| 17 Aprile 2007


In America come ovunque nel mondo succedono cose terribili. Persino in quel Canada che Michael Moore ha dipinto come un paradiso in terra. La strage di Virginia Tech non è stata la prima e non sarà l'ultima. I sociologismi non bastano a spiegare quanto è accaduto in un luogo dove la qualità della vita per gli studenti è altissima. E anche il rimpianto per una perduta età dell'oro non convince.

Bulli, ma per colpa di chi?

di Elisabetta Leslie Papacella
| 17 Aprile 2007

Ragazzi che non sanno entrare in contatto con le proprie emozioni, che non sanno gestire un conflitto, che non hanno comportamenti cooperativi, che mancano di abilità socio affettive e relazionali  Analfabeti emotivi che annaspano alla ricerca di un ruolo e della loro identità. Abbandonati e additati . Ma, ci si chiede, dov è la famiglia?

Se la scuola si nasconde per paura dei mullah

di Barry Rubin
| 13 Aprile 2007


“Alcuni insegnanti sono riluttanti nell’occuparsi della Shoah per paura di irritare quegli studenti nel cui credo è inclusa la negazione dell’Olocausto”. Avete capito? A casa o nelle moschee  si insegna ai ragazzi che l’Olocausto non è esistito e gli insegnanti, piuttosto che contraddire questa dilagante bugia, preferiscono ignorare la questione.

Lettera di un insegnante di scuola superiore

di Stefano Zappoli
| 06 Aprile 2007


Insegno filosofia e storia in un liceo classico di Bergamo. Nella mia scuola di oggi, ovviamente, non si verificano episodi quali quelli recentemente balzati all’attenzione della pubblica opinione. Ma un certo mutamento di clima anche da noi si verifica, soprattutto nel rapporto tra scolaresca e docenti, e in questo quadro il dato più evidente mi pare l’atteggiamento sostanzialmente remissivo da parte dell’amministrazione.

L'università: abolire il valore legale del titolo di studio

di Cristiana Vivenzio
| 22 Marzo 2007


Se l’Italia vuole davvero competere con gli altri paesi sviluppati del mondo, se davvero vuole portare a compimento quell’integrazione culturale che è l’Europa a chiederle deve cambiare marcia e imboccare la via del recupero di competitività. Forza Italia presenta la riforma dell'università e della scuola.

In Iran l'odio per l'Occidente comincia a scuola

di Arnon Groiss
| 15 Febbraio 2007

L'Iran è già in procinto di preparare per la guerra contro l'Occidente su un altro livello oltre a quello nucleare: attraverso i testi scolastici. Gli studenti iraniani infatti sono sottoposti ad un costante curriculum di odio verso l'Occidente che li prepara a sacrificare le loro vite per una guerra globale che finirà o con la vittoria di un Islam mondiale o con un martirio collettivo.

In Iran l'odio per l'Occidente comincia a scuola

di Nethanel Toobian
| 15 Febbraio 2007

L'Iran è già in procinto di preparare per la guerra contro l'Occidente su un altro livello oltre a quello nucleare: attraverso i testi scolastici. Gli studenti iraniani infatti sono sottoposti ad un costante curriculum di odio verso l'Occidente che li prepara a sacrificare le loro vite per una guerra globale che finirà o con la vittoria di un Islam mondiale o con un martirio collettivo.