ARTICOLI

La denuncia dell'American Centre for Law and Justice

Come e perché Obama ha soffocato i Tea Party

di Andrea Holzer
| 22 Ottobre 2013

Contrariamente a quanto riportato dalla stragrande maggioranza dei media Statunitensi, nel corso degli ultimi due anni, una quarantina d’organizzazioni politiche dell’area Tea Party sarebbero state ingiustamente inibite dal conseguire lo status di organizzazione no-profit dall’IRS, su suggerimento diretto di Barack Obama. Stando a quanto afferma Jay Sekulow, dell’American Centre for Law and Justice, Obama avrebbe volontariamente utilizzato l’IRS per soffocare sul nascere qualsiasi tentativo di opposizione democratica al suo governo.

Frum: "Will the Republican Moderates Please Stand Up?"

L'estremismo nuoce ai conservatori, dagli Usa all'Europa

di Joe Galt
| 15 Ottobre 2013

Quello che sta succedendo negli Stati Uniti sullo "shutdown" dovrebbe far riflettere chi, a latitudini diverse, nelle democrazie occidentali, pensa davvero che salendo sulle barricate, rinunciando al dialogo e al compromesso, e ritirandosi sull'Aventino si possa ottenere un risultato elettorale favorevole. Un sondaggio del Wall Street Journal/NBC News ci dice infatti che gli americani hanno un punto di vista estremamente negativo su come il Partito Repubblicano ha gestito la vicenda del bilancio federale.

Tutte le News

Quando mai Grillo è stato moderato?

di Pino Scanzi
| 17 Settembre 2013

Beppe Grillo è sempre stato convinto che per vincere le elezioni occorrano purezza ideologica, rifiuto di ogni compromesso (visto come una forma di debolezza), integralismo, intolleranza al dissenso, fino a spingersi all'atteggiamento di odio verso la casta (vedi: la politica), antitecnologico e ostile al progresso tipico del Movimento 5 Stelle. Dal Vaffaday allo Tsunami Tour ci chiediamo da dove venga a Grillo tutta questa stanchezza se di fatto moderato non lo è stato mai né lo sarà mai. Ma guardi agli Usa e alle aspettative che si erano create su una simile piattaforma ideologica antisistema con il Tea Party; alla fine ha rivinto il realista, pragmatico e moderato Barack Obama.

Affinità e divergenze con il Tea Party

Grillo alla CNBC, ecco perché piace agli americani

di Pino Scanzi
| 17 Maggio 2013

Non si può capire perché la tv via cavo americana CNBC ha dedicato così tanto spazio a Beppe Grillo, con le sue solite menate sul Berlusconi ologramma e il Bersani dead man walking, se non ricordiamo che nel 2009 fu proprio CNBC, con la declamazione di Rick Santelli dal Chicago Mercantile Exchange, a reinventare il termine "Tea Party", a dare forma e nome al più grande movimento di protesta popolare contro i grandi partiti americani della storia americana degli ultimi anni.

CIA, IRS, AP, Bengasi, uno scandalo tira l'altro

Per Obama piove sul bagnato

di Bernardino Ferrero
| 14 Maggio 2013

La storia del diplomatico americano fermato a Mosca con l'accusa di essere un agente CIA. L'IRS, il fisco americano, costretto a scusarsi con teapartiers e conservatori per averli presi di mira. Un nuovo Watergate con la scoperta che i giornalisti dell'AP venivano intercettati dal ministero della giustizia. La brutta notizia sulla CIA che modificò i report sull'attacco all'ambasciata di Bengasi per addolcirli. E' stata una settimana nera per il Presidente Obama, che però non fa dichiarazioni pubbliche e va avanti aspettando e sperando che la tempesta passi il prima possibile.

Pennsylvania Avenue

La conferma di Walker nel Wisconsin è davvero un duro colpo per Obama

di Marco Respinti
| 07 Giugno 2012

Walker ha assestato un colpo deciso alla ‘dittatura sindacale’, fermandone la prepotenza e il potere indiscriminato di adulterare arbitrariamente il mercato del lavoro per meri e ovvi scopi politici. Perché che quei sindacati afferiscano direttamente alla galassia delle Sinistre ‒ che è più ampia del Partito Democratico ‒ non è solo un dato evidente: è soprattutto l’arma su cui punta moltissimo quest’anno la macchina elettorale di Obama.

La scomparsa del fondatore di 'Biggovernment'

Con la morte di Breitbart l'America conservatrice perde un vero guerriero

di Marco Respinti
| 03 Marzo 2012

Andrew Breitbart se n’è andato il 1° marzo. Nato il 1° febbraio 1969, aveva 43 anni. Lascia la moglie Susannah Bean, di 41 anni, e i loro quattro figli. Fa un strano effetto confrontarsi con la scomparsa di una persona più giovane di sé. Ma la cosa più importante da sottolineare ora è che con la morte di Breitbart il mondo conservatore statunitense perde una punta di diamante. Per quel mondo, infatti, Breitbart ha fatto tante cose e tutte importanti.

La protesta all'italiana dei "draghi ribelli"

I Tea Party propongono soluzioni, gli Indignados fanno solo baldoria

di Riccardo Maria Cavirani
| 16 Ottobre 2011

In questi giorni il movimento italiano degli Indignados ha richiamato molta attenzione da parte dell'opinione pubblica sebbene le proposte che portano avanti siano peggiori del problema da risolvere. Ben diversi i raduni dei Tea Party americani che non hanno registrato arresti o vetrine rotte - solo per fare il parellelo più immediato - e che, oltre alla differenza nei modi di manifestare, propongono delle soluzioni innovative e concrete.

Tea Party - Cronache del mondo conservatore

Nelle Forze Armate si celebrano 'nozze' gay e le Chiese stanno in silenzio

di Marco Respinti
| 14 Ottobre 2011

A fine settembre è stato celebrato il primo “matrimonio” omosessuale nelle forze armate statunitensi. Ma il fatto più grave dell’intera faccenda è che su questa questione le Chiese cristiane se ne sono state zitte, troppo. Certo, lo hanno fatto per paura di essere giudicate, per tema di venire travolte dalle contumelie di chi ne avrebbe ovviamente contestato clero e fedeli al (solito) grido di “oscurantisti” (oppure: “Zitti voi, ché i vostri preti…”), ma comunque lo hanno fatto, e la cosa è grave. Chi lo afferma ora è il general di corpo d’armata William G. "Jerry" Boykin.

Tea Party - Cronache del mondo conservatore

Obama è schiaffeggiato a destra, vilipeso a sinistra, bacchettato dai preti

di Marco Respinti
| 06 Ottobre 2011

La Sinistra si è accorta che Barack Obama è una bufala, che il suo promesso “cambiamento” è peggiore di qualsiasi conservazione, che le sue ricette per la salvezza sono un disastro più grande del male che vorrebbero curare. Non solo. Anche la chiesa Cattolica oggi ha deciso di picchiare i pugni sul tavolo. Di queste cose così, di cui la nostra stampa non ama parlare, è probabile si vedrà sempre più aumentare il numero di qui allo scontro elettorale del novembre 2012. Obama è oramai un re nudo, schiaffeggiato a destra, vilipeso a sinistra, bacchettato dai preti.

Parla un architetto che aiutò a Ground Zero

"Ricordo l'odore della morte e i corpi senza vita di madri, padri e figli"

Intervista a Enzo Ardovini di Riccardo Maria Cavirani*
| 12 Settembre 2011

Enzo Ardovini è nato in Italia, a Ceccano, nel Lazio. Ancora adolescente si è trasferito negli Stati Uniti con la sua famiglia. Da architetto ha potuto partecipare ai soccorsi a Ground Zero nelle ore e nei giorni seguenti all'attacco. Ardovini ha pagato una grande prezzo per la sua generosità: "A Ground Zero mi sono rotto la spalla e ferito le gambe e 8 anni dopo i medici hanno scoperto che il fumo tossico respirato a Ground zero mi aveva danneggiato il cervello. Oggi ho una forma di demenza".  

Ipse dixit

Finché ci sarà evasione saremo sempre il Paese del Cappuccino Party

di Gengis
| 17 Agosto 2011

Non ve ne siete accorti, ma destra e sinistra esistono ancora. La scelta è semplice: puoi tosare redditi e/o patrimoni. Se tosi il reddito, tosi chi paga già. Se tosi le case, lo fai un pò anche per gli altri. Ma in un Paese dove il fisco funziona, fai supply side tagliando le tasse; in un Paese dove si evade, puoi alimentare il supply side solo a condizione di non toccare l'evasione. E' il Tea Party all'italiana.

Tante divisioni, una sola certezza

Obama e il GOP si dividono sul debito ma non possono farne a meno

di Bernardino Ferrero
| 20 Luglio 2011

Dice il New York Times che dietro la battaglia sul debito che si combatte in queste ore fra Obama e i Repubblicani ci sarebbe una guerra di profondità, quella sul ruolo e le dimensioni che il governo degli Usa deve giocare nella vita degli americani. Non tanto una battaglia sui numeri, dunque, quanto una guerra di princìpi. Ma in realtà Democratici e Repubblicani per ora mirano ad un accordo.

Tea Party - Cronache del mondo conservatore

Quell'uragano di Michele Bachmann

di Marco Respinti
| 15 Luglio 2011

Due questioni mostrano quanto sia fondamentale, anche nell’agone politico, chiamare sempre le cose con il loro nome. La prima è questa. Da quasi una settimana la Casa Bianca cerca di accordare le parti sedute  a quel tavolo bipartisan che il presidente Barack Hussein Obama ha convocato per prendere – dice, parrebbe – il toro del deficit nazionale per le corna. La seconda questione porta il nome dell’uragano Michele Bachmann. Le anime belle si stanno stracciando le vesti perché la candidata alle primarie Repubblicane ha detto che si può anche smettere di essere omosessuali.

Tea Party - Cronache del mondo conservatore

Come la sinistra sta distruggendo l'eccezionalismo americano

di Marco Respinti
| 01 Luglio 2011

Il senso di ogni conservatorismo americano, che del Bill of Rights , la “carta dei diritti”, fa il proprio documento d’identità, il proprio scudo e la propria spada, è questo, proprio a partire dal movimento del “Tea Party” che è una continua lezione di storia vivente e un re-enactment perenne di buona filosofia politica. Per credere, leggere il nuovissimo Saving the Bill of Rights: Exposing the Left’s Campaign to Destroy American Exceptionalism (Regnery, Washignton 2011) di Frank Miniter.

Tea Party - Cronache del mondo conservatore

E' Michele Bachmann la vera star dei "magnifici sette"

di Marco Respinti
| 16 Giugno 2011

Dopo il confronto fra i sette sfidanti Repubblicani che hanno ufficializzato la loro candidatura per le primarie, i giornali italiani si sono accorti di Michele Bachmann, la nuova star della Destra americana che sembra aver battuto sul tempo Sarah Palin. L'eroina dei Tea Party, fervente religiosa, è la punta di diamante di un'America che in politica sa come sfondare. E lo ha già dimostrato mesi fa alle elezioni di medio termine.

Tea Party - Cronache del mondo conservatore

Anche agli americani non piace l'uso politico della giustizia

di Marco Respinti
| 10 Giugno 2011

Certamente ricorderete Christine O’Donnell, la giovane eroina dei “Tea Party”, che nel 2010 sfidando l’establishment della politica ingessata arrivò a un passo dal vincere le elezioni senatoriali nel Delaware. Ebbene, dopo essere stata accusata di essersi illegalmente intascata più di 20mila dollari della campagna elettorale, è stata assolta per non aver commesso il fatto. E ora è intenzionata a ritornare in campo.

La corsa alle elezioni del 2012

Che farebbe il Tea Party se Romney vincesse le primarie?

di Stefano Fiori
| 01 Giugno 2011

A pochi giorni dall'annuncio della sua candidatura, Mitt Romney appare in (stretto) vantaggio sugli altri nomi repubblicani nella corsa alle primarie del 2012. Romney potrebbe diventare un vero sfidante per Obama se il Tea Party lo appoggiasse, ma di lui il movimento non vuol proprio saperne. Almeno alle primarie. Ma se l'ex governatore del Massachusetts dovesse comunque prevalere, i tea partiers farebbero buon viso a cattivo gioco pur di mandare a casa Obama?

Il meglio de l'Occidentale/Esteri

Sogno un'America in cui il Tea Party si stringa compatto attorno alla Palin

di Marco Respinti
| 27 Maggio 2011

Immaginate se i ranghi felicemente sparsi dei “Tea Party” e virtuosamente segmentati del “movimento” grassroots scegliessero di concentrarsi su Sarah Palin. Anzi, meglio: se scegliessero di confluire tutti in un cartello unico che, una volta conquistata la Casa Bianca, restituisse a quei generosi candidati-moschettieri, pronti a ritirarsi, ciò che invece essi si meritano, un posto al governo. La nuova destra americana sta arrivando.

Il libro-mito/2

L'individualismo della Rand è la risposta alla morale altruista di Obama

di Stefano Magni
| 19 Maggio 2011

Ayn Rand rappresenta la miglior alleata dei Tea Party contro l'amministrazione Obama. La realtà descritta ne La Rivolta di Atlante ricorda l'America degli ultimi decenni, il suo lento deragliamento verso il collettivismo. La Rand esalta l’individualismo, l'attaccamento alla realtà e ai diritti naturali, inviolabili, di vita, libertà e proprietà individuale. Al primato della natura (base dell’economia verde dell'attuale amministrazione), viene contrapposto un puro antropocentrismo: è l’uomo, non l’ecosistema, al centro della Terra. (Seconda Puntata)